Witerscales Realm

Questo territorio della Koronus Expanse è affidato a Telemacus Farnham

CAPITOLO 1 “ Note a Margine”

tra un traditore ed uno stupido, mi preoccupo più dello stupido...”
ammiraglio Vexan, Ammonimenta Aspera Astra M38



Nave mercantile “Lacrima di Sanguinius”, punto lagrangiano sul pianeta Ashez.

Giorno 1
-Non capisco perché non possiamo semplicemente prenderci il ghiaccio e andarcene.- obiettò il Primo Ufficiale Tadeusz, rivolto a Telemacus.
-Presso la prima colonia ho notato la presenza di una biblioteca.- rispose il figlio del Capitano, dal volto nascosto dietro una maschera di liscio metallo. Su ordine del vecchio Odisseus, era lui a comandare questa operazione.
-Vecchie reliquie dell’Adepto Mechanicus, inutili.- tagliò corto Tadeusz.
-Non sottovalutiamo ciò che potremmo trovarvi.- riprese Telemacus, ignorando l’espressione impaziente del suo sottoposto. -L’Adepto sa come trasformare la carne in metallo, forse nei suoi archivi troveremo il modo di procedere inversamente.-
-Perderemo tempo: giorni.-
-Parlare civilmente con altri esseri intelligenti non è mai una perdita di tempo.- Telemacus soppesò le sue parole, poi aggiunse: -Con altri esseri “umani”, intelligenti.-
Tadeusz scrollò le spalle con impazienza. Voltatosi, si affacciò alla balconata per rivolgersi ai sottoufficiali che attendevano sul ponte inferiore. -La squadra uno si prepari a scendere: trattativa con le autorità coloniali. Le squadre di estrattori attendano il via libera sui mezzi, poi procedano al recupero dei ghiacci dalle calotte polari. Qualcuno avvisi il Messo che servirà anche lui per una visita ad una biblioteca.- Inghiottì una copiosa quantità di saliva e aggiunse tra sé: -Con tutto quel Berillio, noi andiamo a chiedere se ci danno “per favore” dell’acqua…-

Palazzo delle Urla, città C001, capitale del pianeta Ashez
Giorno 2
La porta di accesso si chiuse alle loro spalle, scorrendo su rotaie consumate dal tempo.
-Rimanere fermi in attesa che la porta si apra.- La voce proveniente dai vecchi altoparlanti era maschile ed atona, forse registrata. Ignorando la richiesta, Tadeusz si batte’ le mani sul petto, cercando di scrollarsi di dosso lo strato di polvere che l’incessante vento gli aveva scaraventato addosso. Il Messo Apostolico Niceo XV, alla sua destra, si scosto’ mettendosi una mano davanti alla bocca e al naso.
-Dannato pianeta!- esclamo’ dopo aver sputato per terra un grumo di saliva e sabbia. Potenti getti d’aria lo investirono, diretti su di lui da bocchettoni presenti sul soffitto e sul pavimento. Molta altra polvere si sollevo’ dal suo pesante cappotto di pelle scura. Telemacus era restato immobile, il volto celato dalla maschera era rivolto verso la seconda porta, quella che permetteva l’accesso all’interno dell’edificio. Il getto dopo poco si trasformo’ in risucchio e la nuvola di polvere aleggiante nell’anticamera scomparve nei bocchettoni. La porta di accesso si socchiuse con uno scatto.
-Perdonate la procedura.- ghigno’ una voce anziana dall’interno –La polvere e’ la nostra peggiore nemica, da queste parti.- L’umano che li accoglieva sollevo’ un braccio artificiale: il movimento delle dita era accompagnato dal rumore di servomeccanismi e dall’agitarsi di numerosi pistoni che emergevano dal dorso della mano.
Telemacus rimase ad osservare quell’arto per lunghi secondi, prima di muovere un passo all’interno.
Poche ore dopo avevano concordato il contratto di estrazione dei ghiacci. Il mercante fece un cenno a Niceo, che si sporse in avanti dal proprio sedile e interruppe il suo silenzio conciliante. –Gentile sovrintendente, ci e’ giunta voce della presenza di una Biblioteca Imperiale in questa citta’. Sarebbe di nostro gradimento poterla visitare.-
Il sovrintendente scrollo’ le spalle: un gesto molto umano, per un corpo che di biologico aveva ormai poco. –Nessun problema, vi mostrero’ come arrivarci. Interessati a qualcosa di particolare?-
-Saggezza.- rispose Telemacus.
L’altro socchiuse gli occhi, osservo’ le insegne ecclesiali sul mantello del Messo, poi prese a muovere il dito sulla cartina della citta’. –Per quanto riguarda il ghiaccio... e anche la Biblioteca- accenno’ quando il suo indice si fermo’ sul simbolo della biblioteca. –Ci sarebbe solo un ultimo dettaglio…-
Tadeusz, che stava alzandosi, crollo’ sul seggio e sbuffo’.

Colonia del Grande Toporso, confini della Calotta Bianca di Ashez
Giorno 4
-E così volete portarvi via il nostro ghiaccio?- disse colui che si faceva chiamare Primo Custode. -Non sapete che è l'habitat naturale di una rara specie di Toporso ormai estinta in tutta la galassia? Non abbiamo certo fondato una colonia in questo paradiso dell'ecologia per vederlo distrutto da voi mercanti di morte come è successo nel resto dell'imperium! Il permesso di estrazione è negato!!-
-Per quel che riguarda la vostra richiesta di consultazione della biblioteca, ne avete facoltà. E' ovvio che non avete il permesso di portare via niente, ma vi avverto, credo che il bibliotecario capo sia un spia dell'inquisizione e se mostrate troppo interesse per argomenti sospetti, potreste essere segnalati e "investigati" da un incrociatore dell'Inquisizione.-

Colonia del Grande Toporso, confini della Calotta Bianca di Ashez
Giorno 4
Tadeusz strabuzzo’ gli occhi.
-Pazienta, fratello.- cerco’ di ammonirlo il Messo Niceo XV.
-Pazienta?! Questo qua si deve essere bevuto il cervello a furia di fottersi il suo Toporso!- grido’ agitando la mano a pochi centimetri dal naso del Primo Custode, che assunse un colorito rosso acceso e prese a parlare rapidamente e con voce stidula. Nessuno dei membri della spedizione diplomatica riusciva a capire quelle che stesse dicendo.
Telemacus aveva appreso dell’accordo tra l’Adeptus Mechanicus e la Congrega degli Amici del Toporso con sorprendente serenita’. Persino il Messo Apostolico era scandalizzato da questa assenza di disciplina, chiaro segno della lontananza della Luce del Trono da queste lande insidiose.
-Voglio proprio vedere come fai ad impedirci di fare il nostro lavoro.- incalzo’ il Primo Ufficiale piegando il collo in avanti e snudando i denti. In risposta lo stridio dalla bocca del Primo Custode aumento’ di intensita’ e la tenda si riempi’ di persone, che vociavano in maniera altrettanto fastidiosa.
-Non sottovalutiamo la convinzione di queste persone.- disse Telemacus, appena udibile sopra il trambusto. –Tantomeno i trattati che vincolano l’Adeptus al loro diritto di Veto.-
-Ma se non si capisce nemmeno cosa stiano dicendo!- replico’ Tadeusz, facendo il gesto di coprirsi le orecchie.
-Ci sto lavorando.- concluse Telemacus. Resto’ ad ascoltare l’incomprensibile chiacchiericcio; ogni volta che il Primo Custode smetteva di gridare per riprendere fiato, il mercante emetteva qualche squittio, ogni volta piu’ articolato e simile a quelli degli autoctoni.

Colonia del Grande Toporso, confini della Calotta Bianca di Ashez
Giorno 6
-Le tue parole li avevano offesi.- disse Telemacus avviandosi verso l’aeromobile che lo avrebbe riportato alla capitale.
-Moriro’ dal rimorso.- rispose Tadeusz.
-Specie il riferimento all’accoppiamento animale: il Toporso e’ grande come un carro armato e sarebbe biologicamente difficile, credo.- Telemacus afferro’ la maniglia che sporgeva dalla carlinga e fece calare la scaletta di accesso al mezzo.
-Non ho capito niente di quello che vi siete detti, in questi due giorni: mi vuoi spiegare che cosa devo fare adesso?-
-Abbiamo un limitato diritto di estrazione. Entro sera faremo atterrare le macchine per l’estrazione. Ti occuperai tu delle operazioni mentre Niceo ed io visiteremo la biblioteca.-
-Che significa “diritto limitato”? Che succede se mi dicono di smettere quando siamo a meta’ carico di stiva?-
Telemacus si volto’, la maschera metallica avvolta nell’oscurita’ all’interno del velivolo.
-Sono certo che saprai trovare una soluzione.-

Dal Diario Vocale di Bacterius. Nelle viscere della Lacrima di Sanguinius
Giorno 27
Quella di Telemacus è stata una vittoria stretta...
Pazzi, oltre che eretici, devono essere completamente pazzi questi eremiti dei ghiacci di Ashez; forse discendenti di qualche magos biologos troppo scomodo ma troppo influente, forse solo prigionieri sfuggiti e impazziti in un deserto diverso, comunque troppo poco importanti perché qualcuno si prendesse la briga di eliminarli...
L'abilità “sovrumana” di Telemacus è però proprio in questi frangenti che da il meglio di sé, nessun altro sarebbe stato in grado di comprendere il loro blaterare, men che meno rispondere e convincerli che l'intervento di prelievo del ghiaccio avrebbe portato giovamento alla loro causa.
Questo o forse anche Telemacus sa quando cogliere il suggerimento per una “presa di posizione”, come gli ripete sempre Tadeusz.
Le sale della biblioteca poi erano quasi spoglie, e sì che tutto quel parlare di “inquisizione” aveva fatto ben sperare... ma nessuno in questa fetta di galassia evoca la mano sinistra del Trono d'Oro, tranne quei pazzi... Tutte fantasie, le sale erano vuote, solo qualche diario tarmato qua e là.
Certo i mechanicum hanno le loro banche dati su Ashez, ma altrove e ben protette.
In questa biblitoteca solo il capitolo 253 del “Trattato Termoplastico di Organica”, con qualche nota a margine... troppo poco importante perché qualcuno pensasse di doverla cancellare...
Ma nella testa di Telemacus gli algoritmi sono già al lavoro, instancabilmente, la fase onirica sostituita da un incessante scorrere di dati: piccoli, frammentari, insignificanti.... se presi da soli!
Tadeusz è felice; certo il carico di Berillio è esiguo, un pegno... ma ci sono contatti promettenti per il futuro. Ed il suo nuovo capo è distratto, quasi superficiale, non pensa che sia neanche necessario rimuovere le tracce del suo contrabbando, solo innocue note a margine del diario di bordo... proprio insignificanti...



CAPITOLO 2 “Talis Pater

“il sangue non è acqua"
vecchio detto terrestre



Nave mercantile “Lacrima di Sanguinius”, orbita stabile su Stazione di Gargol’s Nest.

Giorno 92


-La Stazione ci concede il permesso di attraccare al molo numero quindici.- proclamò Fa. Tadeusz non gli fece alcun cenno, visto che l’astropate non aveva ancora riaperto gli occhi e rimaneva impalato nel mezzo della fervente attività del ponte di comando. Il Primo Ufficiale preferì urlare qualche ordine a caso, conscio di quanto la cosa infastidisse l’altro.
La gigantesca massa di Gargol’s Nest, tale da riempire con la propria immagine l’intera vetrata di prua, scivolò verso destra, mentre la Lacrima di Sanguinius attivava i razzi vettori di babordo per affiancarsi al punto di aggancio. La pietra gelida di cui era composto il molto era tenuta insieme da fasci di plasto-acciaio e dal generatore di gravità artificiale nascosto nel cuore della fortezza principale, al centro della stazione. Muti gargoyles, scolpiti per spaventare infedeli e leviatani spaziali, assistettero immobili alla lenta collisione tra la fiancata del mercantile e gli artigli di aggancio, il rumore dell’impatto si perse nel buio vuoto dello spazio.
-Attracco completato.- dichiarò un guardiamarina.
-Ottimo!- rispose Tadeusz fregandosi le mani, poi diede una pacca sulla spalla di Fa –Puoi anche aprire gli occhi, adesso, da qui in avanti il copione e’ gia’ scritto.- Ignorando l’espressione infastidita dell’astropate camminò fino alla balaustra che dava sul ponte inferiore, dove un banditore attendeva gli ordini. –Comincia lo spettacolo!- gli urlo’.
Ad un cenno di assenso del banditore, lo squillo di quattro trombe monotone riempi’ l’aria; al contempo il boccaporto di babordo si mosse con un rombo echeggiante. Una linea scura si disegno’ sulla superficie della paratia, accompagnata da una folata di vento gelido che attraverso tutti i ponti della nave. Un passaggio si apri’ verso l’esterno della nave, abbastanza largo da poter essere attraversato da due guarnigioni in assetto da parata. Oltre ad essa, un corridoio
illuminato da intensi neon bianchi si allungava all’interno del molo fino alla zona dei mercati.
Sotto lo sguardo dell’equipaggio, Odisseus percorse a testa alta la larghezza del ponte, accompagnato da dieci guardie con lucenti armatura da cerimonia. Si arresto’ a pochi passi dal varco e si sistemo’ sulla testa il copricapo tradizionale, recante lo stemma della casata. Grida di incitazione e applausi scaturirono dalle balconate poste su ogni ponte: i figli della casata Farnham, uniti alle linee di sangue secondarie Ithacan e Argon, salutarono il loro capitano che andava ad incontrare il destino, sotto le spoglie del Messo Imperiale.
-Vai a procurarci altri dieci anni di divertimento.- mormoro’ Tadeusz con un leggero sorriso agli angoli della bocca, poi si guardo’ intorno come rendendosi conto di qualcosa all’improvviso.
-Dove diavolo e’ Telemacus?- chiese a Fa.
L’astropate sollevo’ le spalle. –Lo ignoro, come anche i miei compagni: non incontriamo Telemacus da quando e’ caduto in malattia. Anche ora che la sua condizione e’ migliorata sembra intenzionato a non incontrarci.-
-Tanto peggio per lui.- Tadeusz aspetto’ come da tradizione che il corteo di Odisseus avesse preso la via del mercato, poi abbandono’ il ponte di comando: aveva alcuni affari personali di cui occuparsi.
***
Telemacus strofino’ pollice e indice sul foglietto che reggeva in mano, ponderando le parole scritte su di esso con calligrafia impeccabile. Il suo rimuginare fu’ interrotto dall’Ufficiale Tattico.
-Le squadre sono pronte, Telemacus.- disse Petrus.
-Pensi che i tuoi uomini siano pronti a gestire il nuovo equipaggiamento?-
-Abbiamo avuto poco tempo per allenarci, ma ho scelto gli uomini migliori.-
-Fa in modo che tornino e forniscimi i dettagli sull’efficacia delle armature una volta conclusa l’operazione.-
-Sara’ fatto.-
-Inutile dire che mi aspetto una scaramuccia, niente che possa attirare troppa attenzione: e’ stata una fortuna trovarci a Gargol’s Nest insieme ai Procius. Sara’ un test sul campo interessante.-
-Sono d’accordo.-
La maschera metallica di Telemacus si abbasso’ di nuovo verso il biglietto sgualcito.
-Andate, adesso: mio padre e’ partito e ho altre faccende che abbisognano della mia attenzione.-
Petrus Addid Orungus calo’ la visiera dell’elmo, mentre il rumore di micro-reattori che si attivavano si diffondeva nella stiva di poppa. Si volto’ a fronteggiare le compagnie di soldati ai suoi ordini, celate dietro ad armature dal disegno inusuale, minimali ma illuminate da guizzi di energia verde. Sorrise: era a sua vota molto curioso di vedere cosa sarebbe successo.
Sala Consigliare, Palazzo del Potestas di Gargol’s Nest. Giorno 92


*PffffT*
Il Messo Imperiale sollevo’ la faccia smunta dal gigantesco volume rilegato dove erano trascritte tutte le transazioni dei Farnham nell’ultimo anno. Si guardo’ intorno incuriosito da quel curioso quanto improvviso rumore, che aveva turbato il silenzio, carico di tensione, della sala Consigliare.
-Di grazia?- chiese ad un grasso attendente che stava ritto di fianco a lui. Quest’ultimo impallidi’ e indico’ l’altro lato dell’ampio tavolo.
Odisseus era immobile, lo sguardo improvvisamente vitreo e le labbra leggermente dischiuse come in una gelida espressione di sorpresa. 
Mentre molti sguardi si indirizzavano a lui, l’anziano mercante si accascio’ e la faccia sbatte’ sulla superficie di legno scuro. Nella sala il clamore fu immediato; le guardie del corpo della casa Farnham ringhiarono accuse contro gli addetti alla sicurezza della stazione, stringendo armi cerimoniali dall’aspetto comunque minaccioso. Il cerusico imperiale si affanno’ sul corpo esanime.

***

...Nascosto dietro una delle statue che ornavano la sala dei ricevimenti, in alto sul secondo ordine di arcate bifore, l'inviato del Tempio Vindicare ritiro’ nell'ombra la punta del fucile di precisione: osservo’ in silenzio il gruppo vociante raccolto intorno al suo bersaglio. Nessuno pareva aver notato il minuscolo foro di entrata sullo sgargiante copricapo da cerimonia...
Molo XVII, Stazione di Gargol’s Nest. Giorno 92


Petrus Orungus si sforzo' di ascoltare il messaggio proveniente dal suo Auspex nonostante il frastuono degli spari intorno a lui. Sbuffo' e scosse il capo. -Siamo nel mezzo di uno scontro: le sentinelle a guardia della nave di Procius ci hanno ingaggiati. Piu' tempo passa e piu' ne arrivano: le autorita' ci individueranno!- Abbasso' di nuovo
lo sguardo, concentrandosi sull'ascolto, poi aggrotto' le sopracciglia. 
-Cambio di obiettivo?- Ascolto' ancora e questa volta sgrano' gli occhi. -Il Palazzo del Potestas? Ma...-
Un'esplosione poco distante copri' le sue ultime parole. Raffiche di mitragliatori di incrociarono sul porticciolo colmo di container e gomene in duralluminio. Dal centro dello schieramento Petrus si sollevo' e agito' la mano per alcuni istanti. -Ripiegare!. Punto di incontro prestabilito! Le Armature Mobili coprano la ritirata!- ordino'.
-Ma cosa succede? Cosi' non eliminiamo nemmeno i testimoni!- gli 
grido' un compagno. 
-Hanno ammazzato Odisseus! Andiamo a prendere il bastardo che lo ha fatto!-
Il nucleo combattente della casata Farnham volto' le spalle al tetro vascello di Procius, che si stagliava immobile a poche centinaia di metri. Cominciarono a marciare verso il palazzo al centro di Gargol's Nest.
Lacrima di Sanguinius, Molo XV della Stazione di Gargol’s Nest. Giorno 92


Sul ponte di comando della Lacrima di Sanguinius, un Telemacus Farnham avvolto in pesanti vesti scure colpi’ la balaustra in pietra, incrinandola.
-Telemacus: l'astropate Sol desidera incontrarti!-
-Non fatelo passare! Ho gia' detto una volta che non intendo incontrare gli Astropati al momento!-
-Ma Telemacus...-
-Sparisci!-
Il mozzo si volatilizzo'.
-Comandante: uomini armati si stanno avvicinando alla Lacrima, provengono dalla nave di Procius.-
-Dite agli uomini del sesto ponte di difendere gli ingressi, che attivino i dispositivi anti-uomo sullo scafo.-
-Telemacus, arrivano troppi messaggi dal Palazzo del Potestas, non capiamo piu' cosa sta succedendo!-
-Dove si trova il carico di ghiaccio?-
-Non lo sappiamo, si sono interrotte le comunicazioni con il convoglio che lo trasportava.-
-Devo parlare con Tadeusz!-
-Non riusciamo a rintracciarlo da nessuna parte!-
-Dove hanno portato Odisseus? Chi ha il suo corpo? Dove lo hanno messo?-
-Negativo, comandante, nessuno risponde dalla delegazione imperiale.-
Telemacus colpi' di nuovo la balaustra, producendo un suono metallico: non riusciva a concentrarsi, troppe informazioni da processare, nel frastuono che generavano era impossibile rintracciare l'origine del
richiamo della sua Regina Ragno. Era sul punto di perdere tutto proprio ad un passo dalla vittoria! Senza rendersene conto porto' una mano alla fronte e prese a massaggiarsi le tempie: un gesto inutile, superfluo, molto umano.
-Telemacus: un messaggio dal Messo Imperiale.-
-Negli altoparlanti.-
Il ponte di comando scese nel silenzio, udendo la voce della massima autorita' imperiale su Gargol's Nest.
-Telemacus Farnham...-
pausa
-...ci troviamo in compagnia di... tuo padre. E' in condizioni stabili. Tuttavia alcuni dettagli di cio' che sta avvenendo appaiono dubbi. Desideriamo conferire con te al piu' presto.-
La comunicazione si interruppe. Nessuno osava fiatare: se un Messo Imperiale aveva dei dubbi le prospettive solitamente prevedevano fuoco purificatore.
-Il Messo ha comunicato dove mi vuole incontrare?-
-Si... si, comandante: ha inviato le coordinate. Si trova all'interno dell'edificio.-
-Bene. E' tempo per lui di incontrarmi.-

***

Tadeusz lotto’ per non tremare mentre si addentrava nel cunicolo scavato in mezzo al ghiaccio. Non era stato facile abbandonare il ponte di comando e raggiungere la Stiva senza essere notato, ma il peggio era passato. Pochi fedeli avevano coperto i suoi movimenti e in quello stesso momento controllavano che nessuno si aggirasse in quella
zona della nave. Pochi mesi fa, prima di lasciare il Pianeta Ashez, Tadeusz aveva fatto in modo che uno dei monoliti di ghiaccio prelevati dalla calotta polare fosse più piccolo del previsto, di quel tanto sufficiente per stipare il suo carico di berillio lontano da sguardi indiscreti. Il ghiaccio forniva una protezione ideale al materiale
clandestino e il cunicolo che stava percorrendo era l’unica via di accesso per raggiungerlo, nella zona della stiva più vicina allo scafo. Non si era preoccupato della radioattività del Berillio: a malapena lui stesso era al corrente di cosa fosse l’energia scaturita da esso, per lui significava solo denaro extra. Percorse di corsa l’ultimo centinaio di metri e fuoriuscì in una caverna ricavata nel ghiaccio, debolmente illuminata dalla sua torcia… e vuota.
Tadeusz non potè soffocare un’imprecazione. Il Berillio era scomparso! Una fenditura ben più grande del suo cunicolo si apriva nella parete destra della volta di ghiaccio, abbastanza larga da permettere di spostare in blocco i container che vi erano nascosti. Il Primo Ufficiale si appoggiò al ghiaccio, in preda a forsennati ragionamenti:
chi poteva averlo tradito e derubato? Dove si trovava il Berillio adesso? L’intera nave era sotto il suo vigile controllo e il carico non poteva trovarsi altrove rispetto alla stiva.
Tentò di calmarsi: una soluzione doveva esserci. Riflettè su cosa poteva servire il Berillio, per risalire a chi potesse averlo rubato.
Era ancora a piede libero, quindi non era una mossa studiata solo per colpire lui. Il Berillio era un metallo raro, ma solo lui conosceva un possibile compratore su Gargol’s Nest. C’era quella energia che il metallo emanava, ma chi ne era a conoscenza e chi sapeva come utilizzarla?
Il rumore di una violenta esplosione squarciò il silenzio. Nonostante il ghiaccio lo circondasse in una coltre invalicabile, il rombo lo scosse insieme alla vibrazione del pavimento. Tadeusz si appiattì contro la fredda parete, sbattendo le palpebre; il ruggito dello scoppio ancora echeggiava e il tremolio delle paratie non accennava a
smorzarsi. Non poteva essere interno alla nave: una esplosione del genere l’avrebbe spezzata in due e in questo momento sarebbe già stato morto.
L’esplosione proveniva dall’esterno: qualcosa era successa a Gargol’s Nest.

***

Dama Cirses e tutta la sua famiglia si diresse ad ampi passi verso la balconata che si affacciava al ponte principale. L’ampiezza del camminamento non era comunque sufficiente a contenere tutti i membri della Linea di Sangue Argon, da sempre numerosi e stipati a fatica negli alloggi del Ponte Quattro. Cirses fu una delle prime ad arrivare
e si aggrappò al vecchio corrimano di ottone, abbracciando con lo sguardo l’immenso spazio aperto al centro della Lacrima di Sanguinius. Sotto e sopra di lei tutti i ponti sembravano animati dalla stessa confusione; un continuo vociare si proiettava in ogni direzione. Tutti gli sguardi erano rivolti al ponte di comando, aggrappato alla parete
di poppa e aggettante come un nido di aquile su di un picco roccioso. 
Il Timone Grigio svettava sul gradino più alto delle postazioni di comando. Ma era Telemacus che tutti guardavano. Ritto dietro alla balaustra di granito, alla base della scalinata, salutava un equipaggio improvvisamente osannante. Di fianco a lui, mingherlino, il Messo Imperiale sembrava impallidito di fronte ad un tale sfoggio di grandezza: le urla di giubilo dei Farnham, unito alle sotto-linee Ithacan e Argon, avrebbero ammutolito anche il pubblico delle più ciclopiche arene della Sacra Terra.
Le guardie di Petrus Orungus, ancora vestite di pesanti armature, circondavano il Ponte, solo un passo in avanti rispetto al chiostro che dava accesso alla scalinata; immobili, imbracciavano i loro fucili come in una parata militare. Telemacus teneva un braccio dietro alla schiena del Messo, per sorreggerlo: si diceva in persona che avesse estratto il Messo dalle macerie del Palazzo Principale, salvandolo dalle conseguenze dell’esplosione che lo aveva sventrato.  
Telemacus l’Eroe, Telemacus il Salvatore! Telemacus il Modesto, che nonostante l’amore dell’equipaggio preferiva nascondere il proprio volto per non mostrare i segni della malattia.
Ad un suo cenno tutti tacquero e lo spazio tra i ponti sembrò ancora più grande.
Soffocando un gemito, il Messo parlò 
-A nome dell’Imperatore, porgiamo il ringraziamento alla Casata Farnham per aver salvato la vita a noi: umile servo del Trono d’Oro!-
Urla di festa esplosero ancora più forti.
-Con questo sigillo e per i poteri a noi conferiti dal Dio in Terra, garantisco il diritto di commercio alla Famiglia Farnham per altri dieci anni!-
-Possa Telemacus ruotare il Timone Grigio!-
-Lunga vita a Telemacus!-
-Guidaci nel Vuoto, Telemacus!-
Telemacus non disse nulla, chinò solo il capo e accolse le incitazioni, con brevi passi indietreggiò, portando con sé il Messo. Sparirono entrambi nell’ombra del chiostro, ma sulle balconate la festa continuò.

***

Telemacus estrasse la mano grigia dalla schiena del Messo. Un liquame rosso sbrodolò fuori dal foro aperto all’altezza della prima vertebra lombare. Il cadavere si accasciò a terra come un sacco pieno di stracci.
Petrus Orungus osservò la scena, pallido in volto, senza il coraggio di sollevare lo sguardo sul suo Comandante.
-Ufficiale Tattico.- lo chiamò Telemacus con voce atona.
-Si.- rispose lui con un fremito.
-Sgancia gli ormeggi e allontana la nave con un vettore laterale di zero due gravità.-
-Si.- annuì lui, lieto di potersi allontanare.
-Non ho finito.-
-Chiedo perdono.-
-Quando la Lacrima sarà a dieci chilometri dalla Stazione, voglio che venga aperto il fuoco sulla Stazione con tutte le batterie di babordo.-
-Signore?-
Telemacus indicò il corpo del Messo con un dito ancora gocciolante.
-Pensi che ci sia ancora spazio per un dialogo con Gargol’s Nest?-
-Signore, è comunque una stazione imperiale.-
-Gargol’s Nest è un animale agonizzante. Spingiamolo verso Jerazol: il pianeta morto farà il resto.-
-Si, Signore.-
-Fa che Dama Cirses porti indumenti puliti alla Cupola dell’Osservatorio, mi trovera’ là. A godermi lo spettacolo.-
Dal Diario Vocale di Bacterius. Nelle viscere della Lacrima di Sanguinius Giorno 95

Telemacus se l’è cavata.

Penso di essere ormai maledetto per averlo aiutato, ma tra i rifiuti non sembra che la vita sia migliorata o peggiorata: forse i reietti sono immuni alle maledizioni.
Quando ho informato il giovane Farnham del carico di Berillio imbarcato da Tadeusz, intendevo solo mettere i bastoni fra le ruote di quell’odioso Ithacan del Ponte Sei. Nessuno qui aveva idea di cosa avrebbe fatto Telemacus, fino a che punto si sarebbe spinto.
Ora i Farnham hanno un permesso di commercio rinnovato, hanno perso quasi tutto il loro ghiaccio e hanno distrutto una Stazione dell’Imperium.
Odisseus è custodito da suo figlio, forse in coma, forse morto.
Telemacus del resto ha preso il comando della nave con vigore, cavalcando il tripudio di alcuni e di altri il terrore.
Ah. Dimenticavo: Telemacus non è Telemacus. Non lo è mai stato.



CAPITOLO 3 “ Il canto della sirena

“l'odio è il più grande dono dell'Imperatore per l'umanità "
maxima imperialis, vol MDCCIX sc 324/12/H



Dopo la distruzione di Gargol's Nest, la Lacrima di Sanguinius si dirige verso il pianeta Bethabara.
I radar della nave hanno rilevato una seconda nave in fuga dalla stazione e Telemacus e' convinto che su di essa sia tenuta prigioniera la Regina Ragno.
La rotta della nave sconosciuta sembra puntare il famigerato pianeta, l'equipaggio della Lacrima rabbrividisce.
Sulla nave la tensione e' di nuovo alta, per via dei nuovi imbarcati e per le insistenti voci dei comportamenti eretici di Telemacus. Ma il nuovo capitano e' sordo agli avvertimenti dei suoi compagni, il richiamo della sua Regina e' irresistibile.

Il primo ufficiale, Tadeusz, intuisce che Telemacus è guidato da qualcosa di sovrannaturale forse demoniaco e come l'odisseo antico, lo cattura e lo lega all'albero maestro per impedirgli di portare la nave su una rotta tra le più pericolose del settore.

Dopo aver annientato l’avamposto imperiale di Gargol’s Nest, Telemacus dirige la sua nave all’inseguimento di una vascello misterioso, unico altro scafo ad essere sfuggito al pozzo gravitazionale del pianeta morto Jerazol.

Telemacus percepisce il richiamo della Regina Ragno provenire da quella astronave, lo stesso richiamo che lo aveva fatto trasalire durante il recupero del corpo di Odisseus. La sua amata e’ prigioniera su quella nave, senza dubbio: nessun’altra cosa e’ importante come poterla di nuovo vedere, toccare, percepire nei circuiti sinaptici la sensazione non catalogabile che la voce di lei produceva su Baraspine.

Telemacus resta per giorni sul ponte di comando, senza mangiare o dormire. Ignora le richieste di organizzare i funerali di Odisseus e le tensioni tra l’equipaggio e il reggimento di rinnegati di Gargol’s Nest. L’equipaggio e’ agitato, gli incidenti si susseguono e il capitano e sordo alle grida della gente. A stento Petrus Orungus impedisce che il disordine sfoci in ammutinamento. La sua disattenzione non lo porta a nascondersi nemmeno dai cinque Astropati della nave. E’ questione di tempo prima che la sua natura aliena sia svelata ai sensitivi. 
Il Messo Apostolico Niceo XV viene avvisato ma ormai e’ succube di Telemacus, ridotto ad una mera ombra, una larva
spaventata e schiacciata dal peso delle proprie responsabilita’.

Creduto morto durante il recupero di Odisseus, l’ex primo ufficiale Tadeusz si svela nel Foro del ponte tre e accusa Telemacus di essere uno xeno, sostituitosi al vero figlio di Odisseus. Appoggiato dagli Astropati, Tadeusz promette il perdono dell’Imperatore per chiunque si ammutinera’ e lo aiutera’ a riprendere il comando della nave.

Generazioni di odio represso esplodono. Non si tratta piu’ di umani contro xenos: la casata Argos del ponte quattro si scaglia contro gli Ithacan del ponte tre, la guarnigione di Petrus si scontra con i rinnegati di Gargol’s Nest. In poche ore sono centinaia i morti, gettati dalle balaustre dei ponti verso il nero fondo del ponte sei.
Persino il corpo di uno dei due Gemelli Navigatori viene accolto dalle viscere oscure della nave. Tadeusz ha la meglio. Petrus lo lascia salire sul ponte di comando, trascinando con se’ il corpo esanime del vero Telemacus Farnham.

Amrus fronteggia il suo nemico, ma le armi che il Necron aveva donato alla propria guardia vengono usate contro di lui e lo abbattono.

Sovrastato da un coro di urla rabbiose, Armus viene sollevato e le sue membra di metallo organico inchiodate ad una croce d'acciaio. Viene esposto per tre giorni dalla balconata del ponte di comando, poi portato nella zona di prua e saldato all’esterno della nave: grottesca polena per un vascello che si dirige inesorabile verso lo sfacelo.

Nel silenzioso e gelido buio dello spazio. Amrus sente il braccio destro, unica sua parte interamente umana, ristallizzarsi e sbriciolarsi. 
Inudibili attraverso le immense paratie, echi di un banchetto sfrenato risuonano su ogni ponte. I vittoriosi ora controllano la Lacrima di Sanguinius, per gli sconfitti c’e’ solo vendetta e orrore.

L’eco della Regina Ragno non si ode piu’. L’umanita’ lentamente conquistata è in frantumi. Tutto e’ alfine perduto.

Amrus getta indietro la testa e spalanca le fauci in un muto grido di disperazione.