Puzza di Zolfo.
Pastorius aveva già viaggiato nel warp con Freya. Di tutti gli odori terribili che si sentono in quel momento, il freddo che ti prende le ossa e il retro gusto di sangue ed escrementi che aveva in bocca dopo l'evocazione, era la puzza di zolfo a farlo vomitare.La Warpmigrazione, così Freya chiamava quel viaggio istantaneo tra due luoghi distanti, lasciava sempre una puzza di zolfo nauseante su di sé. Pastorius era carponi e stava rimettendo tutto quello che aveva nello stomaco, quando Freya gli rivolse la parola
"Alzati, tesoro, abbiamo visite" Lei era ancora accanto a lui, bella, temibile e nuda come sempre. Lo aiutò a rialzarsi.
L'enorme stanza era circolare, sembrava fatta di metallo o di una roccia levigata e lustrata per secoli. Le sculture e i bassorilievi sulle pareti e sulla cupola erano di una bellezza e complessità mozzafiato. Leggiadri, terrificanti, ben diversi dallo stile imperiale a cui era abituato.
"Dove siamo?" Pastorius aveva ancora la gola in fiamme.
"Su Anachronox, come avevo promesso". Freya lo fissava negli occhi mentre gli parlava con un tono di voce del tipo "ovvio, povero piccolo, stupido, umano"
"La nave, che ne è della mia nave e del mio equipaggio?"
"Sono riusciti a fuggire ma non garantiamo che siano ancora vivi. Nonostante i danni, il suo timoniere è riuscito a fare un balzo nel warp. Notevole, per un organico"
La risposta non venne da Freya ma da una figura completamente avvolta in una tunica rossa e oro. Voce metallica, faccia metallica. Un necron, uno vero, in lega e circuiti.
"Cazzo" Fu l'unica parola che Pastorius riuscì a pronunciare. Per un attimo, l'essere nudo e appena uscito dal warp passò in secondo piano.
"Non ora, tesoro, forse dopo" Freya si spostò, mettendosi tra l'uomo e il Necron.
"I patti non erano proprio questi, creatura demoniaca" aggiunse il Necron
"Ho dei metodi diversi dai vostri. Il mio signore ha mantenuto la parola data, voi manterrete la vostra. Il nostro uomo è arrivato ma prima di parlargli, sarebbe il caso di farlo riposare"
Pastorius crollò a terra, svenuto. La sua mente non resse a tutti quegli eventi così repentini
Quando riaprì gli occhi, era pulito e vestito con una tunica bianca. Il saporaccio in bocca era passato e così anche la puzza di zolfo. Si trovava su una sedia riccamente decorata, in una stanza fredda e ben illuminata, ricca di statue di mostri tentacolati, circondato da necron avvolti in severe tuniche pregiate. Anche Freya, che stava parlando con loro, aveva indossato le stesse vesti. Su di lei, però, facevano un altro effetto.
"Tesoro, ti sei svegliato finalmente" Freya si avvicinò a lui e lo accarezzò.
"Cosa sta succedendo?" Pastorius non era legato ma non aveva alcuna speranza di fuggire. Testa metallica, lo stesso necron che gli aveva dato il benvenuto, lo guardò e parlò.
"Joseph Pastorius, organico, umano, capitano della Destino Ascensionale, assassino dei propri genitori, traditore di amici e dell'Impero, schiavista, dedito alla magia e all'adorazione del caos, appartenente all'Anello di Ferro"
"Per ora avete indovinato ma preferirei non parlare del mio passato" Ci voleva qualcosa da bere, qualcosa di forte ma intorno non vedeva nè cibo nè bevande. Gli uomini lattina non ne hanno bisogno.
"Corretto. Joseph Pastorius, umano, abbiamo bisogno che tu ci conduca all'Anello di Ferro. Dobbiamo metterci in contatto con uno di noi"
"E perché proprio io? Non vi basta contattarlo via radio o inviare una vostra macchina?"
"No, Joseph Pastorius, umano. Lui è diverso e temiamo non si fidi di noi. Lui ha raggiunto la Singolarità, un livello di coscienza a noi proibito e per noi non comprensibile. Lui è parte dell'Anello di Ferro. Tu, Josepoh Pastorius, sei un personaggio influente dell'Anello e tu ci guiderai da lui"
Pastorius guardò Freya, sapeva che la demonette aveva qualche fregatura da tirargli. Slaanesh voleva la sua anima e sarebbe stata lei a potargliela su un vassoio d'argento, prima o poi.
"Ci sto. Con chi devo parlare?" Joseph non aveva molte alternative
"Con il Sacerdote Amrus. Dobbiamo avvicinarlo prima che la sua sete di vendetta prenda il sopravvento"
"Ok, datemi una nave e vado subito a parlare con lui" Così dicendo, Pastorius fece per alzarsi.
"Non così in fretta, tesoro" Freya lo prese per un braccio e lo fece sedere di nuovo. Una presa decisa che non faceva ben sperare. Il sacerdote Necron parlò ancora
"Ci serve il tuo corpo, umano, la tua mente verrà sostituita con una dei nostri Sommi Sacerdoti. La tua anima invece andrà al demone, come pegno del suo aiuto.
A Pastorius si gelò il sangue nelle vene.
"Freya, non puoi. Il patto diceva che io avrei dovuto comandare e diventare potete e.."
La demonette lo zittì con uno schiaffo
"Amore mio, sei influente nell'Anello di Ferro in questo momento. Hai comandato un vascello per anni, hai conquistato Shiraso e hai trovato Anacronox. Hai avuto tutto dalla vita e lo hai buttato perchè sei debole e non hai retto ai sensi di colpa. Hai avuto anche me, come piccolo extra. E' giunto il momento di pagare per i propri peccati, non trovi?"
Arma: Diplomazia, cosa di cui Pastorius non brillaDove: Anacronox, pianeta di Necron con intelligenza. Poter fare rapporto all'Anello sull'esistenza di questo pianeta, e di poter fornire dei contatti, rifarebbe schizzare verso l'alto la sua influenza.Come: A Pastorius non resta che cercare di convincere il Necron che lui sarebbe un migliore inviato se restasse nel proprio corpo. Potrebbe anche cercare di fuggire, con poche speranze. Potrebbe convincere i Necron che Freya è poco affidabie e potrebbe tradirli. A causa dei sensi di colpa, ha cercato di infliggersi più dolore possibile ma ora, all'idea di finire nelle mani di Slaanesh per sempre, sente un attaccamento alla vita come mai gli era successo.
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