mercoledì 22 giugno 2011

Cinereus Maleficum, dichiarazione di Joseph Pastorius, secondo turno

Pastorius sedeva immerso nella sua poltrona di comando.
Quante cose erano successe negli ultimi giorni? Non aggiornava il suo giornale di bordo da troppo tempo. Vediamo...
Grazie ai nuovi motori, si erano lasciati velocemente alle spalle il relitto spaziale.
Troppi Marine e troppi soldati imperiali erano morti contro gli orchi per poter cantare vittoria.
Gli Angeli Sanguinari avevano trovato un superstite della battaglia che tanto li tormentava.
Pastorius non capiva perché poi lo avessero ucciso ma Landststeiner ripeteva che “avevano capito”. Capito cosa? Ah, seghe mentali da Marine.
Entrare nella testa di un marine non era nelle priorità di Pastorius, specialmente se il marine era quello stronzo di Landsteiner che però, negli ultimi giorni, non si dava più tante arie.
Da quando avevano ucciso il superstite, il numero dei marine che andava fuori di testa si era quasi azzerato. I suoi uomini non avevano più paura di girare per la nave e questo aveva allentato un po' le tensioni tra le due fazioni.
Di mostri in corazza nera e X rosse sugli spallacci ce ne erano ancora ma molti si erano liberati dalla maledizione sacrificandosi contro gli orchi.
I superstiti di Feros erano stati portati su una colonia periferica. Landsteiner aveva chiesto che non fossero dati come schiavi e Pastorius aveva mantenuto la parola, vendendoli come "manovalanza a basso costo" e guadagnandoci un bel gruzzolo.
Quei soldi erano stati spesi in nuove reclute e armi extra da rivendere. Gli introiti maggiori però erano arrivati dalle missioni sul relitto e dai patti fatti con gli Eldar.
Pastorius non sapeva quale fosse il fine ultimo degli xeno ma conosceva il suo e la conquista della Coronae Expansa richiedeva molti fondi.
Il Comandante della Destino Ascensionale avrebbe voluto festeggiare con un po' di alcool ma la nave stava per entrare nel Warp, prossima destinazione pianeta Antlofia.
12 ore fa la Destino Ascensionale si era lasciata alle spalle due piccoli incrociatori del CCC.
Che l'Imperatore benedica i nuovi motori.

“Vulpes, l'astropata è pronto?”
“Sì signore, il Warp è in avvicinamento e tutto procede come previsto”
Il Comandante Landsteiner entrò in quel momento, da solo. Fissò l'occhio vorticoso del Warp per qualche secondo, quasi fosse ipnotizzato, prima di salutare i presenti.
“Comandante Pastorius, i miei uomini stanno controllando i mezzi pesanti. Ci aspettiamo una grossa presenza di pelleverde su Antlofia.”.
“Comandante marine, dobbiamo solo scendere, vendere delle armi e arruolare qualcuno se lo riterrete idoneo. Non siamo qui per ripulire un intero pianeta dalla feccia verde. Su Antlofia c'è un esercito di guardia imperiale proprio con questo scopo e io...”
“Comandante, un incrociatore è appena uscito dal Warp. E' in rotta di collisione con noi”
Vulpes stava già cercando di capire la situazione della nave appena apparsa all'orizzonte”
Pastorius scattò in piedi e iniziò a dare ordini come un vero comandante. Quando era sobrio, sapeva il fatto suo. Landsteiner rimase in silenzio.
“Comandante, l'incrociatore sembra in avaria. Sta utilizzando un codice per radio faro del CCC”
“Aggirate la nave e tenete pronti i cannoni nel caso sia una trappola. Puntate verso il Warp, le altre navi del CCC sono ancora nel settore e non voglio trovarmele addosso. Quei maledetti non hanno dimenticato il casino che VOI marine avete combinato su Bohr Gamma!”
Pastorius tornò a sedere, controllando i dati del vascello che si stava avvicinando”
“Vulpes, hai identificato la nave?”
“Sì signore, sembra in avaria e sta lanciando una richiesta di aiuto”
La voce del Marine risuonò nella cabina di pilotaggio
“Se hanno subito un'avaria mentre attraversavano il warp, devono essere distrutti. Potrebbero aver subito un attacco o potrebbe essere un inganno. Distruggetela con i cannoni della nave. Se non ne siete in grado, ci penseremo noi marine.”
Vulpes continuò con la lettura dei dati
“Signore, abbiamo identificato la nave. E' la Croce Uncinata.”
Pastorius avrebbe voluto rispondere a tono al marine ma non si aspettava di udire quel nome.
“Il comandante di quella nave è Valchiria, dobbiamo verificare che ci siano dei sopravvissuti.”
Il Marine fece si mise tra Pastorius e la vetrata principale. “Non potete farlo, salire a bordo potrebbe contaminarvi. Distruggetela ora o lo faremo noi”

“Contatto radio, comandante. Stiamo ricevendo un debole segnale. Sembra che qualcuno stia pregando”

Pastorius quasi aggredì il marine, portandosi a pochi centimetri da lui.
“Non provateci nemmeno a sparare, è chiaro? Il comandante di quella nave è mia figlia!”



Valchiria è la figlia illegittima di Pastorius. Potrebbe sapere che la nave è del padre o ignorare la cosa. Pastorius non è sempre stato il comandante della Destino Ascensionale e la nave, grazie agli space marine, ha subito pesanti modifiche, tant'è che Valchiria potrebbe non riconoscerla come la nave del padre..
Perché Valchiria è qui? Potrebbe essere stata chiamata dai CCC e aver subito un attacco mentre era nel Warp. La preghiera che si ode provenire dalla nave è la Litania del viaggio nel Warp. Che ci siano veramente dei sopravvissuti? E Valchiria è tra loro?
L'equipaggio della Croce Uncinata non è composto da delle personcine tanto gentili e raffinate. Potrebbero non apprezzare che i loro salvatori siano dei marine.
Non dimentichiamoci che ci sono due navi del CCC nelle vicinanze...



Arma Usata: Flotta

sabato 4 giugno 2011

Winterscales Realm, Interludio 2

Ciclopici monoliti di ghiaccio formavano una muraglia a destra esinistra di Odisseus Farnham. Anche se la fenditura in cui si muovevasarebbe stata sufficiente al passaggio di due carri, o una dozzina diuomini affiancati a distanza di braccio, la sensazione che provava eradi essere minuscolo e sopraffatto: anche sollevando la testa, ilsoffitto della stiva non era visibile e le due pareti bianchesembravano unirsi in una candida cuspide, a più di un chilometro dialtezza.

Odisseus sentì una fitta gelida al collo e ricacciò rapidamente ilmento sotto il colletto, stringendosi nel pesante cappotto fino arimpicciolire. Riprese a camminare goffamente, sbuffando pesantinuvole di condensa ad ogni passo. -Alfine la vecchiaia avrà la megliosulla mia determinazione: queste vesti paiono così pesanti che afatica riesco a sostenerle.- disse tra un ansimo e l’altro.

-Forse qualcuno ti ha riempito le tasche di piombo.- commentò Tadeusz,che lo seguiva a pochi passi. Odisseus non diede segno di aversentito. Il primo ufficiale indossava gli stessi spessi indumentiisolanti, ma sembrava più a proprio agio; attendeva che l’anzianoprocedesse, poi in poco tempo lo raggiungeva e si fermava di nuovo,guardandosi intorno e tirando su col naso.
Camminavano così da un po’,nella tradizionale ispezione del carico: a questa velocità avrebberoimpiegato un giorno intero per arrivare anche solo all’altra estremitàdi una delle stive. Dieci chilometri di lunghezza per due dilarghezza, questa era la superficie della prima sezione di caricodella Lacrima di Sanguinius; quando era colma di ghiaccio, eraimpossibile contemplarne i transetti, fregiati di statue ebassorilievi in pietra, e le stesse guglie, che avrebbero potutocoprire ciascuna un piccolo villaggio, erano nascoste dal gelido carico.

Sotto la volta a sesto acuto da cui si imboccava il passaggio tra imonoliti, tre mozzi aspettavano ad intervenire con un veicolo su ruotese Odisseus non fosse più stato in grado di proseguire a piedi.
Si tenevano a distanza, abbastanza lontani da non sentire le parole dei due ufficiali, ma se il Trader avesse fatto cenno avrebbero potuto scorgerlo.

-Il ghiaccio è il nostro passato, presente e futuro.- disse Odisseus.-E’ il fuoco che scalda le nostre vene.-
Tadeusz sollevò unsopracciglio. Odisseus sospirò e senza voltarsi proseguì: -La temperatura del ghiaccio è enorme, se comparata al gelido nulla dello spazio esterno: scarso fardello sono queste vesti, se pondero ciò che otterrà la casata grazie ad esso.- accarezzò la candida superficiedella parete; Tadeusz non replicò, limitandosi a rimanere immobile dietro al suo Capitano.

Passi veloci suonarono alle loro spalle. Una figura alta, coperta da un mantello scuro e da una maschera di liscio metallo, avanzava nella loro direzione.
Superando il veicolo di supporto non parlò ai mozzi;loro si scambiarono una veloce occhiata dopo essersi drizzati sull’attenti, non appena fu passato presero a parlare senza perderlo di vista. Ogni volta che il tallone colpiva il pavimento, un suono metallico arrivava fino alle orecchie dei due uomini, solo in parte coperto dal lontano e monotono rombo dei motori della nave.

-Padre.- disse il nuovo arrivato dopo essersi avvicinato, cinando leggermente il capo.
-Telemacus. Ben arrivato.- rispose Odisseus abbassando la mano ma continuando a fissare il ghiaccio, d’un tratto sembrava ancora più stanco e Tadeusz fece un passo verso di lui.
-Dobbiamo conferire.- riprese la figura ammantata.
-Telemacus.- li interruppe Tadeusz mostrando i palmi delle mani -E’ un piacere vedervi di nuovo in ottima salute. Questa febbre altalenante preoccupa l’equipaggio: poco prima calcate il suolo di Ashez, poi rimanete giorni immobile nel letto, per poi irrompere nella stiva senza curarvi nemmeno del freddo. E’ sorprendente.-

-Lasciaci, Tadeusz.- mormorò Odisseus. Il primo ufficiale lo guardò a bocca aperta. -Te ne do licenza.-
Tadeusz girò sui tacchi e si allontano dopo aver lanciato uno sguardo colmo d’ira a Telemacus.
I due rimasti ripresero a camminare,Telemacus nel suo mantello gettava ombra sulla curva figura del padre.-Il tuo primo ufficiale mi è ostile.- disse, la voce aveva assunto un vago suono sintetico.
-E’ un Ithacan. La sua linea di sangue appartiene alla casata ma è tradizionalmente indipendente: da generazioni gli Ithacan ricoprono il ruolo di primo ufficiale.-
-Continua a sfuggirmi il motivo del vostro attaccamento alle tradizioni.-
-Il mio consiglio è di accondiscendere ad esse finché a tua volta non ne sarai affezionato: sarà la tua chiave per mantenere il controllo sull’equipaggio. Come vedi la tua presenza non basta a garantire lo status quo ante della Lacrima di Sanguinius: sei ancora troppo poco umano per poter imitare mio figlio.-
-Il tempo non ci basterà: sei debole, sempre di più col passare deigiorni. Di questo passo non potrai nemmeno presenziare all’Ispezione del Messo Imperiale.-
-La Stazione di Gargol’s Nest è vicina, ormai. Ce la farò.-
-Non intendo correre rischi.-

Odisseus si voltò per affrontare ciò che si pensava fosse suo figlio,ma per quanto sollevasse le spalle non aveva speranza di rivaleggiare con la sua imponenza. -Tu non lascerai la nave: incontrerò il Messo di persona, per l’ultima volta, e guadagnerò il diritto al Timone Grigio per altri dieci anni: quelli e non altro ti serviranno a rimpiazzare il mio compianto Telemacus.- prima che dall’immobilità della maschera potesse giungere replica, incalzò: -Scoprirebbero cosa sei nell’istante stesso in cui mettessi piede sulla superficie della Stazione. Perfino l’equipaggio ha capito che in te qualcosa non va,anche se qui nessuno oserebbe chiederti di abbassare quella maschera.Ma il Messo Imperiale sarà diverso: lui è sulla Stazione per metterci alla prova, trovare un appiglio per non garantirci più il diritto di corsa e spazzare via la casata dalla Koronus Expanse.- si era infervorato e parlando scuoteva il pugno; l’altro rimase immobile fino a quando non calò il silenzio.
-Odisseus, non mi hai compreso. Non correrò rischi, tanto meno abbandonando la tua nave.- portò avanti un braccio, badando di nasconderlo col corpo alla vista dei mozzi.
Il mantello scivolò via dalla mano metallica, simile a quella di uno spettro cui il Warp aveva strappato pelle e carne. Dal dito indice si protendeva un ago appuntito, grigio e gocciolante un liquido denso. -Questo ti darà forza, quanto basta per concludere il tuo ultimo incarico.-
Odisseus fece per alzare una mano al volto, ma l’altro lo fermò portandosi ad un palmo da lui.
-Non ti segnare.- ordinò. -Hai smesso di pregare il tuo Imperatore nel momento in cui hai proposto il patto che ci lega. Siamo io e te,adesso, con ogni compromesso che ciò significherà.-
Dopo qualche secondo, Odisseus abbassò la mano. -Cosa devo fare?-chiese con voce tremante.
-Dammi il braccio.- gli rispose.

Quel giorno, i mozzi si meravigliarono di come il Capitano li avesse ignorati. Lui ed il figlio percorsero l’intera lunghezza della stiva senza l’aiuto del veicolo e al ritorno i loro passi risuonavano sicuri sul ponte metallico. L’Imperatore sorrideva loro dal Trono d’Oro: al sopraggiungere dell’Ispezione Imperiale, entrambi i Farnham sembravano in ottima forma.

Accursed Demesne, dichiarazione di Battista di Ceglie (AKA Glydus), secondo turno

Messe da parte le posate e pulitosi con garbo la bocca il Capitano Glydus si rivolse al suo ospite.
è di tuo gradimento Leonidas?
Il Lord Militante inghiotti l’ultimo boccone.
Magnifico! È da quando sono ragazzo che non mangio un agnello cadiano in salsa amasec così buono… anzi sembra quello di mia madre!
Forse perché sono io che ti sto facendo rivivere proprio quella sensazione.. penso fra se divertito lo psionico.
L’interfono d’ottone suonò facendo brillare la runa del ponte superiore.
Capitano siamo in posizione!
Seguimi Leonidas, è ora. Spero tu abbia portato quel tuo “tesoro” di famiglia.
Il militare annui e si recarono al ponte di comando, mentre i servitor già si apprestavano a sparecchiare.
Combacia perfettamente disse Mastro Belisarius che osservava il frammento di mappa con gli occhi e il firmamento all’esterno con l’occhio pineale.
Questa mappa.. questo frammento, cominciò il vecchio Leonidas, appartiene alla mia famiglia da generazioni. Da quando il primo di noi ascese le gerarchie militari Cadiane. La mappa è vecchia di duemila anni e indicherebbe la posizione di partenza dettata dal Munitorium per una crociata di purificazione. Purtroppo mai iniziata perché nel frattempo l’occhio del terrore vomitò l’ 11° crociata nera e il Cancello Cadiano venne chiuso.
Avevamo poche e confuse informazioni ad oggi sul settore a cui faceva riferimento la mappa e sono passati diecimila anni da quando l’umanità ha smesso di espandersi… L’aver confermato che il settore in questione è l’Accursed Demesne, significa che forse da duemila anni i confini si sono ridotti.. Alla fine della mia carriera ho deciso di imbarcarmi con Voi Capitano perché avevo saputo del settore assegnatoVi e volevo sapere.. non avevo nulla perdere e tutto da guadagnare.
Ecco qua signori; Undred-Undred Teef un sistema di quattro pianeti, Krakskull, Snagruz, Stompgit e al centro Tusk, patria dei più grossi, forti e pericolosi Kapi degli Orki che infestano l’intero sistema.
Sullo schermo i pianeti sembravano appannati per la massa di detriti raccolti in orbita. Sembravano quattro gocce di sangue illuminate dal sole crudele e sbiadì; il colore sanguigno era dovuto all’infernale tasso di inquinamento che avvelenava l’atmosfera dovuto dalle industrie e miniere degli orki.
..e qui, Leonidas indicò un puntino chiaro sotto al primo dei quattro pianeti, questa luna, la luna di Krakskull, non è una luna, bensì il pianeta magazzino da cui sarebbe partita la crociata per purificare questo sistema dagli orki. E io, la mia famiglia,abbiamo le chiavi da generazioni.
Un sorriso di puro trionfo si allargò sul volto duro del militare e uno simile nella mente di Glydus.
State osservando “Kueq” ovvero “Krakskull Ultimatum Emperor Quiescam” in alto gotico… praticamente “L’imperatore pone fine da Krakskull” o qualcosa del genere .
In duemila anni chissà cosa possono aver combinato i Freeboterz o i Flash Gitz di Tusk sulla superfice di Kueq… ma io ho i codici Magenta che spettano al mio grado e posso dischiudere i veri tesori di questo “magazzino”.
..Avevi ragione Leonidas, questo come base è molto meglio di Chante Marie, che aspettiamo, prendiamocelo!


Obbiettivi
- Sterminare ogni forma di vita xeno sulla superfice, una vera pulizia etnica planetaria. Il planetoide non è enorme. (Da giocare con una partita di Placet Srike GI contro Orki)
- Mettere le mani sugli antichi armamenti celati nelle viscere di Kueq. (Da giocare con una partita di Apocalisse Orki contro GI)
- Rendere Kueq la sua base operativa; il suo porto sicuro nella Accursed Demesne.

Arma Usata: ESERCITO