Dove.
-sulla rotta all'inseguimento della stirpe dei Mille
Cosa.
-upgrade dei sistema di armamento della nave con cannoni a Torn-Adoz incatenandoli intorno ai cannoni standard ed utilizzando il rubidio (di cui si nutrono i Torn-adoz) come carica energetica per ottenere dei lampi di energia warp che possono disgregare le navi nemica a lunga distanza.-Battaglia spaziale con scout della stirpe dei mille
Obiettivo.
-annichilirli tutti in modo che non possano segnalare la nostra presenza all'inseguimento
Arma.
-FLOTTA
venerdì 27 maggio 2011
martedì 17 maggio 2011
Unbeholden Reaches, dichiarazione di Diego di Carovigno, secondo turno
Io, lei, l’altra (e un miliardo di conigli)
“Aspetta un po', tu e questo buffone volete fare COSA?!?”
Zio Vincenzo mi fissa impassibile, il che non gli risulta difficile visto che al posto degli occhi ha degli impianti. “Il qui presente Lorbane è un solitario, un Arbennian, e ricopre uno dei ruoli primari nella masque, un rituale millenario. È un membro stimato della comunità Eldar, conosce più modi di uccidere un uomo di quanti tu ne possa anche solo immaginare e, benchè non parli, comprende perfettamente la nostra lingua.”
Ops!
Lorbane lo stimato assassino non muove un muscolo. La maschera che indossa gli copre completamente il volto, facendolo somigliare ad un manichino vestito con pessimo gusto. Però improvvisamente ho la sensazione che mi stia guardando male, e non è una bella sensazione.
Deglutisco, guardando fuori dalla finestra di osservazione, da cui si vede l’anonimo pianeta intorno a cui orbitiamo. Una navetta sta rientrando dopo un volo verso la superficie, altre due stanno scendendo verso il pianeta. Gli affari vanno bene da quando abbiamo aperto la rotta per Verdegris.
“Lorbane ritiene utile un'ispezione della donna pirata che hai... catturato, per indagare ulteriormente gli effetti della Spira e il mistero della mappa. Presenzierò personalmente all'analisi per assicurarmi che la… um... possibilità di accedere alla mappa non venga compromessa.”
“Ispezione? Analisi? A me quello sembra più un tavolo di tortura!”
Alle spalle dei due fa bella mostra di sè un tavolo operatorio, con un ampio corredo di bisturi, lame, sonde, trapani e libri aperti su schemi di anatomia femminile che non promettono niente di buono.
“Figliuolo, dobbiamo sperimentare, capire i poteri di quell'oggetto.”
Odio quando mi chiama figliuolo. E anche quando parla di sperimentare. Mi fa venire in mente visioni di insetti infilzati e di topi vivisezionati.
“Gli Eldar sono particolarmente... sensibili all’influenza della Spira" – continua – "e sono preoccupati dagli effetti che la sua vicinanza ha su di loro. E sugli umani.” Razza a cui tu, evidentemente, non appartieni. “Molto preoccupati.”
Sono preoccupati si! Dopo il terzo episodio di follia omicida tra le guardie che lo sorvegliavano nella stiva, il comandante Endennor ha ritenuto ‘prudente’ portarla fuori dalla nave e lasciare che siano le spettroguardie a controllarla. Tanto sono già morti, mi dicono.
“Non puoi sperimentare su uno degli altri pirati?”
Mio zio si gira un istante verso Lorbane, che annuisce con un movimento quasi impercettibile del mento, poi torna a rivolgersi a me e risponde secco: “L'abbiamo già fatto. Non ce ne sono più.” – lo fisso sbigottito – “Però lei è diversa, è più... forte. Per questo lei è la mappa. Dobbiamo capire come funziona.”
“Dai, zio, non puoi farlo. Tra noi si è creato un ... legame. Mi serve solo del tempo.” Tempo, e una guardia del corpo per evitare che Zabih mi uccida.
Il mio unico, grande e irascibile amore non ha preso bene quel bacio in mezzo alla battaglia, e ancora meno bene la questione della mappa.
Si, perchè Lei (non ha mai voluto darci un nome) è letteralmente la mappa. In qualche modo è capace di farla comparire sulla sua pelle, come se fosse una bussola vivente, e la mappa delle stelle sul suo corpo cambia per riflettere la nostra posizione nello spazio. In mezzo (non dico dove) c'è sempre Verdegris, il pianeta fantasma.
Il problema è che Lei accetta di far “emergere” la mappa solo se sono l'unico presente. Devo anche dire che la mappa è su tutto il suo corpo? Insomma, ometto i dettagli, ma improvvisamente l'astrogazione non mi sembra più così noiosa.
Lo so, non è così strano che a Zabih la cosa non vada giù, ma io lo faccio per il bene della spedizione! Insomma, perchè con le donne tutto è sempre così complicato?
Zio scrolla le spalle. “Mi dispiace Diego, ma non è una decisione sotto il tuo controllo.”
Improvvisamente irrompono due guardie Eldar, e sibilano qualcosa nella loro lingua. Lo Zio e Lorbane si girano verso di loro, poi verso di me. “È opera tua?!?”
Se non fosse che lo conosco troppo bene, penserei che lo zio è alterato. “Opera mia cosa?” lo guardo confuso.
“L'hai fatta scappare? Sei impazzito? Ci stai mettendo tutti in mortale pericolo!” Lorbane non ha mosso un muscolo, ma adesso è ancora più minaccioso di prima. Ma come fa?
“Scappare? Dove? Quando?” mi guardo intorno, come se Lei potesse spuntare da sotto una sedia o dietro una delle colonne sinuose che agli Eldar piace tanto mettere sparse in giro per la loro nave. C’è un veloce scambio di schiocchi e sibili tra lo zio e le guardie.
“La donna pirata, la mappa, è sparita dalla sua cella. Con lei sono sparite le guardie che la controllavano.” Mi guarda in modo accusatorio. Lo so, sono le mie guardie. Bull e Stinco. Stupidi oltre ogni immaginazione, ma compagni fidati, o almeno così credevo.
“Zio, ti giuro che non ne so nulla...”
“Certo che non ne sa nulla, il dannato imbecille!" Zabih irrompe nella stanza. Quando arriva, si assicura sempre che tu te ne accorga subito. “Sono stata io!!!”
“Vedi? È stata lei! ... Aspetta! Sei stata tu?!?” Niente da fare, oggi non posso fare a meno di fare la figura dell’idiota.
“Si! Ho portato la puttana lontano dalle tue manacce zozze. Non è stato difficile, le tue guardie sono facili da corrompere.” Sguardo malizioso, dito che scorre lungo il fianco. Dobbiamo fare due chiacchere io, Bull, Stinco e un saldatore.
“L’ho venduta!” finisce trionfante “A un cercatore!”
Sono senza parole. E pure lo zio. E Lorbane, ma questo è più normale. Scuoto la testa portandomi una mano alla fronte. I cercatori sono un genere molto speciale di mercanti. Girano nel settore e cercano oggetti (e non solo, evidentemente) che possano stuzzicare gli strani appetiti degli abitanti di MoltoMortoNiglio, gli Orologiai.
Zabih si mette i pugni sui fianchi e affronta me, lo zio e l’arlecchino, con la solita aria di sfida. Quanto la amo quando fa così! Faccio per muovermi, ma lei gira lo sguardo fiammeggiante verso di me: “Non provarci nemmeno o ti strappo le palle e le uso come pendaglio.” Ok, come non detto. Ci tengo alle palle e capisco quando la mia donna non sta scherzando.
Passano una manciata di lunghissimi secondi.
“Figliuolo...”
Ecco, arriva.
“Devi andare a MoltoMortoNiglio, scoprire chi ha il possesso della mappa e trovare un accordo con loro. Dobbiamo riaverla” e fa un gesto verso il tavolo operatorio.
“Prova a riportarla indietro e sei un uomo molto morto!” replica Zabih gelida.
Lorbane non dice niente, ma mi guarda, gli occhi neri e alieni di un assassino millenario fissi nei miei.
E adesso cosa faccio?
ARMA Diplomazia
COSA Entrare in contatto con gli Orologiai, recuperare la donna pirata (la mappa) da chi l’ha comprata
DOVE MoltoMortoNiglio, il pianeta degli orologiai
COME Diego ha il nome del cercatore a cui la donna è stata venduta, per il resto deve improvvisare. Non ha supporto militare di nessun tipo, ma come nominale capo del clan dei Carovigno può contrattare. Ha un modesto e turbolento seguito, tra cui una Zabih sul piede di guerra e almeno un Eldar (con dispositivo di cammuffamento) mandato più per controllarlo che per aiutarlo.
SPUNTI
Chi è il cercatore?
Chi è l’orologiaio (o gli orologiai) che hanno la donna pirata, e perchè la vogliono?
Che fine hanno fatto Bull e Stinco?
Cosa ha ottenuto Zabih in cambio della donna?
“Aspetta un po', tu e questo buffone volete fare COSA?!?”
Zio Vincenzo mi fissa impassibile, il che non gli risulta difficile visto che al posto degli occhi ha degli impianti. “Il qui presente Lorbane è un solitario, un Arbennian, e ricopre uno dei ruoli primari nella masque, un rituale millenario. È un membro stimato della comunità Eldar, conosce più modi di uccidere un uomo di quanti tu ne possa anche solo immaginare e, benchè non parli, comprende perfettamente la nostra lingua.”
Ops!
Lorbane lo stimato assassino non muove un muscolo. La maschera che indossa gli copre completamente il volto, facendolo somigliare ad un manichino vestito con pessimo gusto. Però improvvisamente ho la sensazione che mi stia guardando male, e non è una bella sensazione.
Deglutisco, guardando fuori dalla finestra di osservazione, da cui si vede l’anonimo pianeta intorno a cui orbitiamo. Una navetta sta rientrando dopo un volo verso la superficie, altre due stanno scendendo verso il pianeta. Gli affari vanno bene da quando abbiamo aperto la rotta per Verdegris.
“Lorbane ritiene utile un'ispezione della donna pirata che hai... catturato, per indagare ulteriormente gli effetti della Spira e il mistero della mappa. Presenzierò personalmente all'analisi per assicurarmi che la… um... possibilità di accedere alla mappa non venga compromessa.”
“Ispezione? Analisi? A me quello sembra più un tavolo di tortura!”
Alle spalle dei due fa bella mostra di sè un tavolo operatorio, con un ampio corredo di bisturi, lame, sonde, trapani e libri aperti su schemi di anatomia femminile che non promettono niente di buono.
“Figliuolo, dobbiamo sperimentare, capire i poteri di quell'oggetto.”
Odio quando mi chiama figliuolo. E anche quando parla di sperimentare. Mi fa venire in mente visioni di insetti infilzati e di topi vivisezionati.
“Gli Eldar sono particolarmente... sensibili all’influenza della Spira" – continua – "e sono preoccupati dagli effetti che la sua vicinanza ha su di loro. E sugli umani.” Razza a cui tu, evidentemente, non appartieni. “Molto preoccupati.”
Sono preoccupati si! Dopo il terzo episodio di follia omicida tra le guardie che lo sorvegliavano nella stiva, il comandante Endennor ha ritenuto ‘prudente’ portarla fuori dalla nave e lasciare che siano le spettroguardie a controllarla. Tanto sono già morti, mi dicono.
“Non puoi sperimentare su uno degli altri pirati?”
Mio zio si gira un istante verso Lorbane, che annuisce con un movimento quasi impercettibile del mento, poi torna a rivolgersi a me e risponde secco: “L'abbiamo già fatto. Non ce ne sono più.” – lo fisso sbigottito – “Però lei è diversa, è più... forte. Per questo lei è la mappa. Dobbiamo capire come funziona.”
“Dai, zio, non puoi farlo. Tra noi si è creato un ... legame. Mi serve solo del tempo.” Tempo, e una guardia del corpo per evitare che Zabih mi uccida.
Il mio unico, grande e irascibile amore non ha preso bene quel bacio in mezzo alla battaglia, e ancora meno bene la questione della mappa.
Si, perchè Lei (non ha mai voluto darci un nome) è letteralmente la mappa. In qualche modo è capace di farla comparire sulla sua pelle, come se fosse una bussola vivente, e la mappa delle stelle sul suo corpo cambia per riflettere la nostra posizione nello spazio. In mezzo (non dico dove) c'è sempre Verdegris, il pianeta fantasma.
Il problema è che Lei accetta di far “emergere” la mappa solo se sono l'unico presente. Devo anche dire che la mappa è su tutto il suo corpo? Insomma, ometto i dettagli, ma improvvisamente l'astrogazione non mi sembra più così noiosa.
Lo so, non è così strano che a Zabih la cosa non vada giù, ma io lo faccio per il bene della spedizione! Insomma, perchè con le donne tutto è sempre così complicato?
Zio scrolla le spalle. “Mi dispiace Diego, ma non è una decisione sotto il tuo controllo.”
Improvvisamente irrompono due guardie Eldar, e sibilano qualcosa nella loro lingua. Lo Zio e Lorbane si girano verso di loro, poi verso di me. “È opera tua?!?”
Se non fosse che lo conosco troppo bene, penserei che lo zio è alterato. “Opera mia cosa?” lo guardo confuso.
“L'hai fatta scappare? Sei impazzito? Ci stai mettendo tutti in mortale pericolo!” Lorbane non ha mosso un muscolo, ma adesso è ancora più minaccioso di prima. Ma come fa?
“Scappare? Dove? Quando?” mi guardo intorno, come se Lei potesse spuntare da sotto una sedia o dietro una delle colonne sinuose che agli Eldar piace tanto mettere sparse in giro per la loro nave. C’è un veloce scambio di schiocchi e sibili tra lo zio e le guardie.
“La donna pirata, la mappa, è sparita dalla sua cella. Con lei sono sparite le guardie che la controllavano.” Mi guarda in modo accusatorio. Lo so, sono le mie guardie. Bull e Stinco. Stupidi oltre ogni immaginazione, ma compagni fidati, o almeno così credevo.
“Zio, ti giuro che non ne so nulla...”
“Certo che non ne sa nulla, il dannato imbecille!" Zabih irrompe nella stanza. Quando arriva, si assicura sempre che tu te ne accorga subito. “Sono stata io!!!”
“Vedi? È stata lei! ... Aspetta! Sei stata tu?!?” Niente da fare, oggi non posso fare a meno di fare la figura dell’idiota.
“Si! Ho portato la puttana lontano dalle tue manacce zozze. Non è stato difficile, le tue guardie sono facili da corrompere.” Sguardo malizioso, dito che scorre lungo il fianco. Dobbiamo fare due chiacchere io, Bull, Stinco e un saldatore.
“L’ho venduta!” finisce trionfante “A un cercatore!”
Sono senza parole. E pure lo zio. E Lorbane, ma questo è più normale. Scuoto la testa portandomi una mano alla fronte. I cercatori sono un genere molto speciale di mercanti. Girano nel settore e cercano oggetti (e non solo, evidentemente) che possano stuzzicare gli strani appetiti degli abitanti di MoltoMortoNiglio, gli Orologiai.
Zabih si mette i pugni sui fianchi e affronta me, lo zio e l’arlecchino, con la solita aria di sfida. Quanto la amo quando fa così! Faccio per muovermi, ma lei gira lo sguardo fiammeggiante verso di me: “Non provarci nemmeno o ti strappo le palle e le uso come pendaglio.” Ok, come non detto. Ci tengo alle palle e capisco quando la mia donna non sta scherzando.
Passano una manciata di lunghissimi secondi.
“Figliuolo...”
Ecco, arriva.
“Devi andare a MoltoMortoNiglio, scoprire chi ha il possesso della mappa e trovare un accordo con loro. Dobbiamo riaverla” e fa un gesto verso il tavolo operatorio.
“Prova a riportarla indietro e sei un uomo molto morto!” replica Zabih gelida.
Lorbane non dice niente, ma mi guarda, gli occhi neri e alieni di un assassino millenario fissi nei miei.
E adesso cosa faccio?
ARMA Diplomazia
COSA Entrare in contatto con gli Orologiai, recuperare la donna pirata (la mappa) da chi l’ha comprata
DOVE MoltoMortoNiglio, il pianeta degli orologiai
COME Diego ha il nome del cercatore a cui la donna è stata venduta, per il resto deve improvvisare. Non ha supporto militare di nessun tipo, ma come nominale capo del clan dei Carovigno può contrattare. Ha un modesto e turbolento seguito, tra cui una Zabih sul piede di guerra e almeno un Eldar (con dispositivo di cammuffamento) mandato più per controllarlo che per aiutarlo.
SPUNTI
Chi è il cercatore?
Chi è l’orologiaio (o gli orologiai) che hanno la donna pirata, e perchè la vogliono?
Che fine hanno fatto Bull e Stinco?
Cosa ha ottenuto Zabih in cambio della donna?
domenica 15 maggio 2011
Winterscales Realm, Interludio
Dama Cirses sistemò i panni puliti e il sapone in modo da reggerli con
una sola mano, mentre con l’altra si aggrappava alla leva di apertura
del portello. Tirò con tutta la forza che si poteva permettere. Il suo
corpo era stato aggraziato in gioventù, ma sempre gracile: col passare
degli anni anche i compiti più semplici cominciavano a presentare
difficoltà, come azionare il meccanismo di apertura di un portello a
vapore. La leva gemette nella sua lenta discesa, seguita da un forte
sibilo mentre la superficie di spesso metallo scorreva verso sinistra.
L’emblema della Casat Farnham, quattro gocce d’acqua che si
avvolgevano in un turbine, impresso da ciclopici magli sui portelloni
che segnavano il confine del quartiere nobiliare, scomparve
inghiottito dalla parete.
La donna raccolse il secchio ai suoi piedi e si addentrò nella stanza,
alla cui oscurità si opponeva soltanto il lume di un cero consumato.
Misurando i movimenti poggiò la sua attrezzatura su di un ampio tavolo
di legno, accanto ad una pila di pergamene e tomi dal rivestimento
antico, poi si indaffarò a lungo per accendere altre candele e una
lampada al plasma freddo. Sbuffò nel guardarsi finalmente intorno: la
stanza era disordinata e polverosa, muta testimone dell’incuria del
suo abitante; una pila di stracci alta quanto lei era abbandonata
oltre il cero. Lo sguardo della Dama fluttuò sui cenci, sui vecchi
libri e sulla polvere posata sui fregi delle pareti, fermandosi infine
sul grande letto ed il suo occupante, unica eccezione al caos
imperante.
Cirses tornò al suo compito e, dopo aver imbevuto uno dei panni
nell’acqua del secchio prese a tergere la fronte e le guance del
dormiente. Il giovane uomo ebbe un piccolo movimento quando la pezza
lo sfiorò, ma a parte un sommesso gemito non ebbe altre reazioni.
-Perdonatemi, buon Signore.- pigolò la vecchia ritraendo la mano -E’
fredda, ma perché ricavata dal ghiaccio di Ashez: è l’acqua più pura
che si possa trovare in tutto questo settore senza legge.-
Riprese a far scorrere il tessuto sul viso di lui. -Vostro padre si è
assicurato che il ghiaccio più limpido fosse scavato dal blocco più
chiaro e freddo. E Sua Eminenza Niceo pregava mentre gli scalpellini
lavoravano, per impregnare quest’acqua di purezza guaritrice. Avreste
dovuto vederli.- Una ragnatela di rughe le coprì gli angoli della
bocca e degli occhi mentre sorrideva. –Quel ghiaccio era grande come
una montagna e loro sembravamo formiche, ma stavano ritti come i
grandi eroi delle storie.-
Con gesti delicati, esitando al contatto delle sue dita col corpo
caldo e immobile, slacciò il fermaglio della vestaglia che lo
avvolgeva. Scostò i lembi di tessuto ricamato con fili di oro e
nano-platino, scoprendo il magro torace. Procedette il lavaggio,
facendo bene attenzione ad evitare di toccare il nero bubbone che
cresceva all’altezza del cuore, così immondo al centro di quella pelle
candida.
-Chissà se potete sentirmi. Noi del Ponte Quattro eravamo così felici
quando si è sparsa la voce che eravate sceso su Ashez per occuparvi
delle trattative del ghiaccio. “E’ guarito!” dicevamo tutti. Gli unici
che scuotevano il capo erano gli Ithacan, che pendono dalle labbra del
loro Tadeusz come sempre. Cosa la tiene ancora in questo letto,
dunque? Come mai ancora Vostro Padre non ci permette di portare luce
nei Vostri alloggi?-
Gli occhi del dormiente rimasero chiusi, nessun movimento si intuiva
dietro le palpebre. Respirava lentamente e questo era tutto.
-L’Universo è nero e vuoto, ma la Lacrima di Sanguinius fende il Warp
come una lancia. Il nostro buon Signore Odisseus, sia benedetto il suo
nome, incontrerà il Messo Imperiale su Gargol’s Nest, a poche
settimane da ora. Ma è anziano.- Una pausa, forse in attesa di una
risposta. -Sarete dunque al suo fianco? Potremo continuare a vivere
nella nostra casa dopo che Odisseus non sarà più in grado di far
ruotare il Timone Grigio?-
Non fece altre domande. Lavò la schiena, le braccia e le gambe,
sbuffando nello sforzo di sollevare e ruotare il corpo inerme senza
sfiorarne le piaghe. Poi lo coprì e accarezzò la coperta per toglierne
una piega. Lasciò tutte le luci accese nella stanza, voltandosi un
ultima volta mentre si aggrappava alla leva di apertura del portello.
-Buon riposo, mio buon Signore.-
Quando l’ultimo sibilo del meccanismo a vapore si fu spento e nella
stanza regno di nuovo il silenzio, l’immobilità venne nuovamente
spezzata. Il mucchio di stracci si animò, sollevandosi e ruotando.
Sottili arti luccicanti si spiegarono, sostenendo un corpo parte di
carne, pare di metallo. Occhi che emanavano bagliori verdi scrutarono
il tavolo e le pergamene, trovandole nella stessa posizione.
L’essere si mosse con lunghi passi verso il letto, evitando il cero e
qualsiasi altro oggetto abbandonato nella stanza che si frapponesse
tra lui e l’uomo addormentato. Ora incombeva sul letto come una nera
statua di basalto. Dita lucide come un guanto placcato scivolarono
dove poco prima era scorso il panno bagnato, misurando gli angoli del
mento e delle guance.
-Ah, Telemacus.- pronunciò una voce metallica -Sarò forse degno di
tanta devozione, quando indosserò la tua faccia?-
una sola mano, mentre con l’altra si aggrappava alla leva di apertura
del portello. Tirò con tutta la forza che si poteva permettere. Il suo
corpo era stato aggraziato in gioventù, ma sempre gracile: col passare
degli anni anche i compiti più semplici cominciavano a presentare
difficoltà, come azionare il meccanismo di apertura di un portello a
vapore. La leva gemette nella sua lenta discesa, seguita da un forte
sibilo mentre la superficie di spesso metallo scorreva verso sinistra.
L’emblema della Casat Farnham, quattro gocce d’acqua che si
avvolgevano in un turbine, impresso da ciclopici magli sui portelloni
che segnavano il confine del quartiere nobiliare, scomparve
inghiottito dalla parete.
La donna raccolse il secchio ai suoi piedi e si addentrò nella stanza,
alla cui oscurità si opponeva soltanto il lume di un cero consumato.
Misurando i movimenti poggiò la sua attrezzatura su di un ampio tavolo
di legno, accanto ad una pila di pergamene e tomi dal rivestimento
antico, poi si indaffarò a lungo per accendere altre candele e una
lampada al plasma freddo. Sbuffò nel guardarsi finalmente intorno: la
stanza era disordinata e polverosa, muta testimone dell’incuria del
suo abitante; una pila di stracci alta quanto lei era abbandonata
oltre il cero. Lo sguardo della Dama fluttuò sui cenci, sui vecchi
libri e sulla polvere posata sui fregi delle pareti, fermandosi infine
sul grande letto ed il suo occupante, unica eccezione al caos
imperante.
Cirses tornò al suo compito e, dopo aver imbevuto uno dei panni
nell’acqua del secchio prese a tergere la fronte e le guance del
dormiente. Il giovane uomo ebbe un piccolo movimento quando la pezza
lo sfiorò, ma a parte un sommesso gemito non ebbe altre reazioni.
-Perdonatemi, buon Signore.- pigolò la vecchia ritraendo la mano -E’
fredda, ma perché ricavata dal ghiaccio di Ashez: è l’acqua più pura
che si possa trovare in tutto questo settore senza legge.-
Riprese a far scorrere il tessuto sul viso di lui. -Vostro padre si è
assicurato che il ghiaccio più limpido fosse scavato dal blocco più
chiaro e freddo. E Sua Eminenza Niceo pregava mentre gli scalpellini
lavoravano, per impregnare quest’acqua di purezza guaritrice. Avreste
dovuto vederli.- Una ragnatela di rughe le coprì gli angoli della
bocca e degli occhi mentre sorrideva. –Quel ghiaccio era grande come
una montagna e loro sembravamo formiche, ma stavano ritti come i
grandi eroi delle storie.-
Con gesti delicati, esitando al contatto delle sue dita col corpo
caldo e immobile, slacciò il fermaglio della vestaglia che lo
avvolgeva. Scostò i lembi di tessuto ricamato con fili di oro e
nano-platino, scoprendo il magro torace. Procedette il lavaggio,
facendo bene attenzione ad evitare di toccare il nero bubbone che
cresceva all’altezza del cuore, così immondo al centro di quella pelle
candida.
-Chissà se potete sentirmi. Noi del Ponte Quattro eravamo così felici
quando si è sparsa la voce che eravate sceso su Ashez per occuparvi
delle trattative del ghiaccio. “E’ guarito!” dicevamo tutti. Gli unici
che scuotevano il capo erano gli Ithacan, che pendono dalle labbra del
loro Tadeusz come sempre. Cosa la tiene ancora in questo letto,
dunque? Come mai ancora Vostro Padre non ci permette di portare luce
nei Vostri alloggi?-
Gli occhi del dormiente rimasero chiusi, nessun movimento si intuiva
dietro le palpebre. Respirava lentamente e questo era tutto.
-L’Universo è nero e vuoto, ma la Lacrima di Sanguinius fende il Warp
come una lancia. Il nostro buon Signore Odisseus, sia benedetto il suo
nome, incontrerà il Messo Imperiale su Gargol’s Nest, a poche
settimane da ora. Ma è anziano.- Una pausa, forse in attesa di una
risposta. -Sarete dunque al suo fianco? Potremo continuare a vivere
nella nostra casa dopo che Odisseus non sarà più in grado di far
ruotare il Timone Grigio?-
Non fece altre domande. Lavò la schiena, le braccia e le gambe,
sbuffando nello sforzo di sollevare e ruotare il corpo inerme senza
sfiorarne le piaghe. Poi lo coprì e accarezzò la coperta per toglierne
una piega. Lasciò tutte le luci accese nella stanza, voltandosi un
ultima volta mentre si aggrappava alla leva di apertura del portello.
-Buon riposo, mio buon Signore.-
Quando l’ultimo sibilo del meccanismo a vapore si fu spento e nella
stanza regno di nuovo il silenzio, l’immobilità venne nuovamente
spezzata. Il mucchio di stracci si animò, sollevandosi e ruotando.
Sottili arti luccicanti si spiegarono, sostenendo un corpo parte di
carne, pare di metallo. Occhi che emanavano bagliori verdi scrutarono
il tavolo e le pergamene, trovandole nella stessa posizione.
L’essere si mosse con lunghi passi verso il letto, evitando il cero e
qualsiasi altro oggetto abbandonato nella stanza che si frapponesse
tra lui e l’uomo addormentato. Ora incombeva sul letto come una nera
statua di basalto. Dita lucide come un guanto placcato scivolarono
dove poco prima era scorso il panno bagnato, misurando gli angoli del
mento e delle guance.
-Ah, Telemacus.- pronunciò una voce metallica -Sarò forse degno di
tanta devozione, quando indosserò la tua faccia?-
Winterscales Realm, dichiarazione di Telemacus Farnham, secondo turno
DOVE:
stazione di scambio commerciale orbitante intorno al mondo morto di Jerazol
COSA:
1) la nave Lacrima di Sanguinius attracca alla stazione per vendere il
carico di ghiaccio
2) un messo imperiale, come ogni 10 anni, si deve incontrare con il
Trader della famiglia Farnham per verificare la validita' del permesso
di commercio (un Farnham deve essere ancora vivo)
3) la nave del Trader Procius, avversario dei Farnham nel
Winterscale's Realm, e' attraccata alla stessa stazione, ottima
occasione per un sabotaggio
4) Telemacus/Amrus percepisce un richiamo: la traccia elettromagnetica
e' sicuramente quella della Regina Ragno! E' da qualche parte sulla
Stazione!
5) ottima occasione per vendere il carico abusivo di berillio
COME:
1) semplicemente: consegnare il ghiaccio al messo imperiale, per
guadagnare favore agli occhi degli Alti Signori della Terra
2) Telemacus non e' ancora presentabile: Odisseus Farnham, pur allo
stremo delle forze, dovra' presentarsi un ultima volta al messo e
concludere le trattative
3) una task force guidata dal Capo della Sicurezza Petrus Addid
Orungus potrebbe essere usata per un raid, basta non farsi beccare
4) no! al diavolo la nave di Procius! la task force deve scoprire dove
si trova la Regina! a costo di smantellare la stazione pezzo per
pezzo!
5) figurati se non si trova qualcuno con molti soldi, poca curiosita'
e molto bisogno di berillio... basta non dare nell'occhio
ARMA: Armata
stazione di scambio commerciale orbitante intorno al mondo morto di Jerazol
COSA:
1) la nave Lacrima di Sanguinius attracca alla stazione per vendere il
carico di ghiaccio
2) un messo imperiale, come ogni 10 anni, si deve incontrare con il
Trader della famiglia Farnham per verificare la validita' del permesso
di commercio (un Farnham deve essere ancora vivo)
3) la nave del Trader Procius, avversario dei Farnham nel
Winterscale's Realm, e' attraccata alla stessa stazione, ottima
occasione per un sabotaggio
4) Telemacus/Amrus percepisce un richiamo: la traccia elettromagnetica
e' sicuramente quella della Regina Ragno! E' da qualche parte sulla
Stazione!
5) ottima occasione per vendere il carico abusivo di berillio
COME:
1) semplicemente: consegnare il ghiaccio al messo imperiale, per
guadagnare favore agli occhi degli Alti Signori della Terra
2) Telemacus non e' ancora presentabile: Odisseus Farnham, pur allo
stremo delle forze, dovra' presentarsi un ultima volta al messo e
concludere le trattative
3) una task force guidata dal Capo della Sicurezza Petrus Addid
Orungus potrebbe essere usata per un raid, basta non farsi beccare
4) no! al diavolo la nave di Procius! la task force deve scoprire dove
si trova la Regina! a costo di smantellare la stazione pezzo per
pezzo!
5) figurati se non si trova qualcuno con molti soldi, poca curiosita'
e molto bisogno di berillio... basta non dare nell'occhio
ARMA: Armata
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