lunedì 8 ottobre 2012
Heaten Stars, il fato di Berengario
In seguito al ritrovamento dell'ultimo frammento della mappa, anche Berengario si è convinto dell'esistenza di questo fantomatico tesoro e si è lanciato a capofitto nell'impresa, sperando di ottenere qualcosa che lo aiuti nel confronto finale con Arhiman. Dopo aver distrutto
un'orda tirannide, respinto per ben due volte una forza di soppressione dei cavalieri grigi, Berengario e Waldo hanno raggiunto il pianeta Possanti Prime dove si trova un bastione dei Templari Neri, posto lì da tempo immemore allo scopo di proteggere ciò che Berengario e Waldo cercano. Senza pensarci due volte Berengario, affiancato dal cappellano Petronius assalta la
fortezza dei Templari Neri.
La battaglia è breve e spietata, nonostante Berengario manchi di grandi abilità strategiche i suoi avversari hanno enormi difficoltà a colpire i Corvi, che al contrario sembrano dotati di una mira
sovrumana e rapidamente il bastione è conquistato ed i Templari costretti ad una precipitosa fuga.
Ora è il momento di esplorare le profondità del pianteta la cui porta era sigillata dal bastione dei Templari.
Diecimila anni prima, Possanti Prime, primo pianeta del sistema Possanti non si chiamava così, ma con un nome Eldar perso nella storia. Un Farseer lo rese teatro di uno scontro tra la sua gente e alcuni novelli traditori della Guardia della Morte votatasi a Nurgle.
Lo stregone Eldar aveva previsto l’arrivo sul pianeta di una forza antica di milioni di anni, una scheggia di potere di un dio stellare risalente alla guerra dei Cieli. Era suo dovere renderla “innocua”, imbrigliarla e nasconderla. Dello stesso era a conoscenza Khol-Hera, dottore del dolore, ex apotechario della Guardia. Rivelatogli dai poteri perniciosi che ora serviva.
Lo scontro fu truce ma gli Eldar a fronte di numerose perdite riuscirono a fermare i marine corrotti e il Farseer sigillare la Scheggia in un cristallo. Solo Khol-Hera sopravvisse, incapaci di annientarlo gli Eldar lo bandirono nel vuoto.
Diecimila anni dopo Berengario, in quelle profondità che furono il campo di battaglia di allora metteva le mani sul cristallo e immediatamente i due protagonisti dell’atavico scontro, ancora vivi, ne furono consapevoli.
Risalito in superficie il Bibliotecario fece due terribili scoperte; ancora una volta il tempo gli giocava un brutto scherzo, nel sottosuolo erano passate alcune ore mentre in superficie erano passati mesi, e ad attenderlo c’erano due contingenti uno della Stirpe dei Mille e un altro che ostentava i ripugnanti simboli di Nurgle.
Due kilometri, tanto separava Berengario dal punto di raccolta e ogni singolo metro fu bagnato dal sangue dei suoi uomini per permettergli di fuggire col cristallo. Gli dei del Caos stettero a guardare.. e furono compiaciuti.
Il Tech-Marine Martellus non seppe rispondere su cosa fosse il cristallo ma suppose trattarsi di una potente fonte di energia (che per certi versi è esatto) quindi lo incastonò nell’armatura terminator del Bibliotecario aumentando esponenzialmente i suoi poteri .
In seguito Berengario fu attaccato anche da predoni Eldar agli ordini dello stesso Farseer che aveva sigillato la Scheggia e dal suo pupillo. I marine ebbero facilmente la meglio degli alieni, in più Berengario catturò anche il pupillo dello Stregone per interrogarlo e farsi dire la verità sul cristallo.
Nel frattempo il cappellano Petronius si è convinto della pazzia che ha colto Berengario ed è intenzionato ad affrontarlo, con il sostegno di Waldo che non vede l'ora di liberarsi, ormai prigioniero sulla sua stessa nave, di questi ingombranti passeggeri...
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